Le risorse ci sono, il numero di domande accettate è nettamente inferiore a quanto atteso dal Governo. Per tale ragione, sembrerebbe volontà del Parlamento e dell’esecutivo inserire nella Legge di Bilancio che si discute in questi giorni nelle due camere, una maggiore flessibilità per quanto riguarda l’accesso all’anticipo pensionistico sociale, che ricordiamo essere in fase sperimentale per il biennio 2017-2018.

Ampliare la platea dei beneficiari dell’APE sembrerebbe la volontà sia del Governo sia del Parlamento. Ma bisogna far presto, se si vuole inserire il provvedimento già nel 2017 e farlo passare all’interno della Legge di Bilancio.

L’aggiustamento dovrebbe prevedere l’accesso all’anticipo INPS in qualsiasi caso di cessazione del rapporto di lavoro, con particolare riferimento anche a chi ha svolto lavori con contratti determinati. L’INPS chiede, inoltre, che per alcuni documenti possa essere ammessa la forma dell’autocertificazione, così da ridurre i documenti da allegare alla domanda e velocizzare i controlli e le verifiche.

Nel dettaglio, la rimodulazione dell’APE sociale contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2018 permetterebbe l’estensione del beneficio alle ipotesi di scadenza di un contratto a tempo determinato, a condizione che il lavoratore dipendente, nei 3 anni precedenti la cessazione del rapporto, abbia lavorato per almeno 18 mesi.

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9 Commenti

  1. Credo che il governo e l’inps stiano scherzando con il fuoco e spero la smettano di prendere per i fondelli i disoccupati.
    Un disoccupato è un disoccupato e basta, poi se è in un’età avanzata come la mia, 65 anni e 40,2 di contributi è un vero
    DISOCCUPATO..e non ci dovrebbero essere ne un se e ne un ma,
    considerando i contributi versati.
    Nel lavoro del governo ( dal 2013 che si parla di ape sociale),è solo una questione di prendere tempo, e vi spiego perchè, visto che sono tra gli sfigati disoccupati ed in età avanzata,grazie alla Fornero ed al suo governo Monti……che bella coppia!!!!
    Nel 2103 è stata avanzata la proposta di ape sociale
    Nel 2014 hanno iniziato per modo di dire a lavorarci sopra
    Nel 2015 sono riusciti a scrivere una bozza di disegno
    Nel 2016 è stata inserita nella legge di bilancio
    Nel 2017 dal 1 maggio è slittata a giugno,scadenza domande15 luglio
    Nell’ottobre 2017 delle 66.000 domande solo 13.000 accolte, e guarda caso gli esclusi quelli con un ultimo contratto a termine
    (provvedimento secondo me studiata a tavolino con i signori sindacati che al tavolo delle trattative giocavano con il tablet!!
    Adesso si sono accorti dell’errore e vogliono riesaminare tutte le reiezioni e nel prossimo bilancio inserire anche i disoccupati quelli con contratti a termine.
    Vi chiedete dov’è la beffa ??? ve la dico subito, ma prima leggete
    ciò che hanno scritto come bozza di correzione all’ape sociale:
    Nel dettaglio, la rimodulazione dell’APE sociale contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2018 permetterebbe l’estensione del beneficio alle ipotesi di scadenza di un contratto a tempo determinato, a condizione che il lavoratore dipendente, nei 3 anni precedenti la cessazione del rapporto, abbia lavorato per almeno 18 mesi.
    Vi è chiaro che delle restanti domande da riesaminare ne passeranno
    pochissime. Un disoccupato come me dal 1 giugno 2014 prossimo a 65 anni e con 40,2 anni di contributi dove cacchio li prende i 18 mesi negli ultimi 3 anni???? QUINDI FUORI DI NUOVO DALL’APE SOCIALE…
    Ecco che prima dell’approvazione del bilancio,attendere il decreto che deve uscire, il riesame delle domande con reiezione, passerà tutto il 2017, per arrivare a qualche dolcetto prima delle elezioni.
    Intanto qualche giorno fà, come da Espresso mese di ottobre, i signori parlamentari pare si siano aumentati ed all’unanimità ,lo stipendio di circa 1.135 € al mese….. I miei complimenti!!!!!
    Il PD!!! come fate a credere ancora a questa gente incapace, incompetente e che si pregia di grandi opere di risanamenti sociali. Intanto il tempo passa,poi saremo a Natale,tutti in ferie,
    si acquisiscono nuovi vitalizi,poi la Befana, di nuovo Pasqua, nuove proposte oscene, mentre il disoccupato lentamente si spegne prima della tanto sperata pensione.
    E tutti i politici vissero felici e contenti per i risparmi ottenuti:…. Sono cattolico e religioso, ma credo che Dio,questa volta abbia perso gli occhiali da vista,e non può DARE UNA GIUSTA PUNIZIONE a questa brava gente che della RAGIONE SOCIALE NE HANNO
    FATTO SOLO UNA VERGOGNA…

    • Hai pienamente ragione. I disoccupati sono tali a prescindere, che siano stati licenziati o che abbiano terminato un lavoro a tempo determinato. Questa dei 18 mesi di lavoro negli ultimi 3 anni la trovo un’altra presa in giro. Chi non ha avuto la fortuna di lavorare per 18 mesi, a mio avviso, dovrebbe essere più tutelato, visto che ha lavorato meno. Comunque ci fanno fare la guerra fra poveri, mentre loro continuano a riempirsi le tasche.

  2. Scusate ma non si capisce niente.Vi espongo il mio caso.Compio 62 anni quest’anno,dopo più di 3 anni che ero disoccupato sto svolgendo un lavoro part-time e prendo circa 140 euro al mese fino Dicembre 2017.Ho circa 38 anni di contributi,quindi da Gennaio 2018 sarò di nuovo disoccupato c’è qualcuno in grado di dirmi se ho i requisiti per fare domanda di Ape social nel 2018 visto che compierò i 63 anni? Qualcuno mi dia una risposta per favore.
    Sergio dalla provincia di Brescia.

  3. Salve vorrei sapere se ho maturato i requisiti per fare la domanda per APE Social in breve ho 63 anni compiuti 38 anni di contributi invalidità 100% e lavoro part-time 3 ore la settimana grazie

  4. Ho 65 anni, disoccupato dal 2011, 32 anni di contributi, ho un accordo di risoluzione consensuale siglato in sede sindacale. Non avevo diritto allora alla naspi (allora sussidio di disoccupazione) ed allora niente ape. Ma non vi pare che uno che non ha avuto alcun ammortizzatore non debba a maggior ragione averne diritto

  5. Vorrei sapere se il diritto all’APE social riguarda anche chi come me assiste un familiare con invalidità civile al 100%, pur non usufruendo della L. 104. Sono un dipendente pubblico e ho maturato i requisiti anagrafici e contributivi previsti. In merito alla richiesta di chiarimenti, ho avuto risposte contradditorie. grazie.

  6. Ho 59 anni ad agosto 2018 60 Ho 38 anni di contributi. Nel 2011 l’azienda presso cui lavoravo a chiuso i battenti. Ho usufruito di 3+1 di mobilità ma dal 2016 non percecisco nulla. Ho fatto diverse domande per poter rientrare negli esodati, ma nulla. Ho mia moglie che invalida al 100% e usufruisce della legge 104 prende anche l’accompagnatore. Ho girato diversi patronati e anche sindacati per capire se per noi c’era qualcosa da fare, ma tutti mi hanno risposto picche. Ho contattato diverse aziende tipografiche, perchè provengo da questo settore, niente. Sono troppo grande per trovare una collocazione, e troppo giovane per la pensione. Credetemi non so che cosa fare. Lo Stato non fa niente per noi e le tasse le dobbiamo pagare (fino ad oggi pagate, ma da domani non lo so) ma per loro trovano tutti i rimedi. Grazie e scusate per lo sfogo.

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