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Ape Sociale e Pensione estera

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Suarez
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Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da Suarez » 10/02/2019, 8:57

Ad oggi sono centinaia i percettori di Ape Sociale che si sono visti revocare il beneficio dall'INPS, il giorno dopo che sono diventati titolari di una pensione estera, anche se modesta.
Ci sono casi di pensionati che hanno lavorato per pochi anni all'estero e quindi, all'età di 65 anni che è mediamente l'età per la pensione di vecchiaia nei Paesi UE, si sono visti rimpiazzare l'importo di 1.500 Euro al mese dell'Ape Sociale con una pensione di pochi Euro erogata da un Ente previdenziale estero.

Qualcuno ha anche provato la "furbata" di non presentare domanda della pensione estera prima della conclusione dell'APE Sociale, ma all'INPS non sfugge niente, quando si tratta di qualcosa a suo vantaggio, e comunque chiederà poi il rimborso della quota di APE Sociale "indebitamente percepita".

Quelli che hanno presentato un ricorso amministrativo avverso il provvedimento di revoca dell'APE Sociale, si sono visti respingere il ricorso dai rispettivi Comitati Provinciali dell'INPS, con la motivazione che loro devono solo applicare "bovinamente" la norma interpretativa indicata nella Circolare INPS n. 100/2017, al paragrafo 2.1 e paragrafo 3 (che stravolge arbitrariamente la norma contenuta nel DPCM n. 88/2017, oltre che i regolamenti UE sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale).
Il che è anche quello che si sono sentiti rispondere, altrettanto "bovinamente", dai Patronati ai quali si sono rivolti per un chiarimento o per un consiglio.

Per chi può permettersi un bravo Avvocato, esperto in temi previdenziali, l'unica via percorribile sembra essere il ricorso giudiziario, entro 3 anni dall'avviso di reiezione del ricorso amministrativo.

E' vero che esiste una denuncia di violazione dei diritti dell'UE presso la Commissione "Lavoro e Affari Sociali" a Bruxelles, ma i tempi di reazione di queste mega-istituzioni purtroppo sono tempi biblici.

In vista dell'inizio in Parlamento dell'esame del cosiddetto Decretone, che contiene anche la proroga dell'Ape Sociale al 31/12/2019 (purtroppo con le stesse modalità tuttora in vigore), l'unica alternativa possibile al contenzioso giudiziario può essere un intervento in sede parlamentare per eliminare le arbitrarie iniquità contenute nella Circolare INPS n. 100/2017, al paragrafo 2.1 e paragrafo 3.

Quindi. proviamo tutti a sollecitare questo intervento da parte dei nostri parlamentari !!!
vinbast
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da vinbast » 10/02/2019, 9:43

Suarez ha scritto:
10/02/2019, 8:57
Ad oggi sono centinaia i percettori di Ape Sociale che si sono visti revocare il beneficio dall'INPS, il giorno dopo che sono diventati titolari di una pensione estera, anche se modesta.
Ci sono casi di pensionati che hanno lavorato per pochi anni all'estero e quindi, all'età di 65 anni che è mediamente l'età per la pensione di vecchiaia nei Paesi UE, si sono visti rimpiazzare l'importo di 1.500 Euro al mese dell'Ape Sociale con una pensione di pochi Euro erogata da un Ente previdenziale estero.

Qualcuno ha anche provato la "furbata" di non presentare domanda della pensione estera prima della conclusione dell'APE Sociale, ma all'INPS non sfugge niente, quando si tratta di qualcosa a suo vantaggio, e comunque chiederà poi il rimborso della quota di APE Sociale "indebitamente percepita".

Quelli che hanno presentato un ricorso amministrativo avverso il provvedimento di revoca dell'APE Sociale, si sono visti respingere il ricorso dai rispettivi Comitati Provinciali dell'INPS, con la motivazione che loro devono solo applicare "bovinamente" la norma interpretativa indicata nella Circolare INPS n. 100/2017, al paragrafo 2.1 e paragrafo 3 (che stravolge arbitrariamente la norma contenuta nel DPCM n. 88/2017, oltre che i regolamenti UE sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale).
Il che è anche quello che si sono sentiti rispondere, altrettanto "bovinamente", dai Patronati ai quali si sono rivolti per un chiarimento o per un consiglio.

Per chi può permettersi un bravo Avvocato, esperto in temi previdenziali, l'unica via percorribile sembra essere il ricorso giudiziario, entro 3 anni dall'avviso di reiezione del ricorso amministrativo.

E' vero che esiste una denuncia di violazione dei diritti dell'UE presso la Commissione "Lavoro e Affari Sociali" a Bruxelles, ma i tempi di reazione di queste mega-istituzioni purtroppo sono tempi biblici.

In vista dell'inizio in Parlamento dell'esame del cosiddetto Decretone, che contiene anche la proroga dell'Ape Sociale al 31/12/2019 (purtroppo con le stesse modalità tuttora in vigore), l'unica alternativa possibile al contenzioso giudiziario può essere un intervento in sede parlamentare per eliminare le arbitrarie iniquità contenute nella Circolare INPS n. 100/2017, al paragrafo 2.1 e paragrafo 3.

Quindi. proviamo tutti a sollecitare questo intervento da parte dei nostri parlamentari !!!
Suarez ha scritto:
10/02/2019, 8:57
Ad oggi sono centinaia i percettori di Ape Sociale che si sono visti revocare il beneficio dall'INPS, il giorno dopo che sono diventati titolari di una pensione estera, anche se modesta.
Ci sono casi di pensionati che hanno lavorato per pochi anni all'estero e quindi, all'età di 65 anni che è mediamente l'età per la pensione di vecchiaia nei Paesi UE, si sono visti rimpiazzare l'importo di 1.500 Euro al mese dell'Ape Sociale con una pensione di pochi Euro erogata da un Ente previdenziale estero.

Qualcuno ha anche provato la "furbata" di non presentare domanda della pensione estera prima della conclusione dell'APE Sociale, ma all'INPS non sfugge niente, quando si tratta di qualcosa a suo vantaggio, e comunque chiederà poi il rimborso della quota di APE Sociale "indebitamente percepita".

Quelli che hanno presentato un ricorso amministrativo avverso il provvedimento di revoca dell'APE Sociale, si sono visti respingere il ricorso dai rispettivi Comitati Provinciali dell'INPS, con la motivazione che loro devono solo applicare "bovinamente" la norma interpretativa indicata nella Circolare INPS n. 100/2017, al paragrafo 2.1 e paragrafo 3 (che stravolge arbitrariamente la norma contenuta nel DPCM n. 88/2017, oltre che i regolamenti UE sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale).
Il che è anche quello che si sono sentiti rispondere, altrettanto "bovinamente", dai Patronati ai quali si sono rivolti per un chiarimento o per un consiglio.

Per chi può permettersi un bravo Avvocato, esperto in temi previdenziali, l'unica via percorribile sembra essere il ricorso giudiziario, entro 3 anni dall'avviso di reiezione del ricorso amministrativo.

E' vero che esiste una denuncia di violazione dei diritti dell'UE presso la Commissione "Lavoro e Affari Sociali" a Bruxelles, ma i tempi di reazione di queste mega-istituzioni purtroppo sono tempi biblici.

In vista dell'inizio in Parlamento dell'esame del cosiddetto Decretone, che contiene anche la proroga dell'Ape Sociale al 31/12/2019 (purtroppo con le stesse modalità tuttora in vigore), l'unica alternativa possibile al contenzioso giudiziario può essere un intervento in sede parlamentare per eliminare le arbitrarie iniquità contenute nella Circolare INPS n. 100/2017, al paragrafo 2.1 e paragrafo 3.

Quindi. proviamo tutti a sollecitare questo intervento da parte dei nostri parlamentari !!!
L'NPS nel messaggio 4947 del 12 Dicembre 2017, forzando la normativa, ha stabilito la non cumulabilità dell'Ape con pensioni erogate da stati esteri:
https://www.termometropolitico.it/media ... 2017-M.pdf
Qui, invece, sembrerebbe che le pensioni estere non siano assimilabili ai trattamenti pensionistici diretti a cui si riferisce la normativa relativa all'APE.
https://www.pensionioggi.it/esperto-ris ... ra-7654435
Concordo sulla necessità di un intervento affinché ci possa essere una correzione a livello legislativo, prima di adire le vie legali che comporterebbe tempi lunghi ed esito incerto.
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da Suarez » 10/02/2019, 10:56

Ponendo la questione direttamente in sede Parlamentare, si può provare a spingere i membri del Parlamento a sollecitare un intervento urgente del Ministro del Lavoro.

Proprio domani 11 febbraio inizierà l'esame del "Decretone" presso la Commissione Lavoro del Senato, e continuerà per tutta la prossima settimana, per passare poi all'esame dell'Aula del Senato la settimana successiva.
Quale migliore occasione per inondare di e-mails i membri della Commissione, ciascuna e-mail con la propria storia di diritti negati da raccontare !!!
(nominativi e rispettivi indirizzi e-mail sono reperibili sul sito del Senato sotto la voce "Commissioni")
Se neanche in questo modo si riesce a smuovere la situazione, temo che, in assenza di qualcuno che se ne faccia carico in sede politica, l’unica via resti il contenzioso giudiziario che (come è accaduto per altre prestazioni sociali), se ripetuto e se vincente, spinge il legislatore a mettere mano alle modifiche.
Ma sono sempre processi molto lenti e soprattutto costosi.
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da brigel » 11/02/2019, 17:10

.
Suarez ha scritto:
10/02/2019, 10:56
Quale migliore occasione per inondare di e-mails i membri della Commissione, ciascuna e-mail con la propria storia di diritti negati da raccontare !!!
(nominativi e rispettivi indirizzi e-mail sono reperibili sul sito del Senato sotto la voce "Commissioni")
Appoggio l'amico Suarez!!! Innondiamoli di EMAIL!!!
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da nicola55 » 11/02/2019, 19:37

Buonasera al forum, sono percettore di ape social da giugno2018. Il prossimo anno percepirò una piccola pensione svizzera di circa 30/40€ al mese e possibile che mi toglieranno l'apesocial? Comincio ad essere terrorizzato ma è mai possibile?grazie a chi vorrà rispondermi.
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da vinbast » 11/02/2019, 19:53

nicola55 ha scritto:
11/02/2019, 19:37
Buonasera al forum, sono percettore di ape social da giugno2018. Il prossimo anno percepirò una piccola pensione svizzera di circa 30/40€ al mese e possibile che mi toglieranno l'apesocial? Comincio ad essere terrorizzato ma è mai possibile?grazie a chi vorrà rispondermi.
La questione è controversa in quanto l'NPS nel messaggio 4947 del 12 Dicembre 2017, forzando la normativa, ha stabilito la non cumulabilità dell'Ape con pensioni erogate da stati esteri:
https://www.termometropolitico.it/media ... 2017-M.pdf
Qui, invece, sembrerebbe che le pensioni estere non siano assimilabili ai trattamenti pensionistici diretti a cui si riferisce la normativa relativa all'APE.
https://www.pensionioggi.it/esperto-ris ... ra-7654435
Purtroppo, il rischio che l'INPS possa smettere di erogare l'Ape social in presenza della pensione estera è concreto.
Sarebbe auspicabile un intervento a livello politico affinché ci possa essere una correzione a livello legislativo, prima di adire eventualmente le vie legali che comporterebbe tempi lunghi ed esito incerto.
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da Suarez » 12/02/2019, 9:11

RISPOSTA a Nicola55:

Caro Nicola, purtroppo è sicuro che appena compirai 65 anni, che è l'età per la pensione di vecchiaia svizzera, l'INPS ti revocherà immediatamente l'Ape Sociale, perchè così è già accaduto ad altri. quindi dovrai campare fino a 67 anni con 30/40 Euro al mese !!!

La questione però è controversa solo per l'INPS, caro Vinbast, perchè l'INPS stesso afferma, nella Circolare n. 88 del 2 luglio 2010 (paragrafo 1 e paragrafo 4f), che la pensione estera è compatibile con altre prestazioni pensionistiche dell'AGO, ai sensi del Reg. (CE) n. 883/2004.
Ancora l'INPS lo conferma con il Messaggio n. 4670/2010, poi ancora con il Messaggio n. 1094/2012 e infine con la Circolare n. 60/2017 (paragrafo 2).
L'INPS ha cercato di rendere inapplicabili sia il regolamento UE, sia le sue stesse Circolari e Messaggi sopra citati, affermando arbitrariamente nella Circolare n. 100/2017(paragrafo 2.1) che l'Ape Sociale non è una pensione. ma una prestazione assistenziale, quindi non trovano applicazione per l'Ape Sociale regolamenti UE.
Ma purtroppo per l'INPS, esiste già una sentenza della Corte di Giustizia Europea, la CGUE C-449/16 del 21 giugno 2017, che sancisce che non spetta all'INPS stabilire a quali prestazioni è applicabile il regolamento U, e a quali non è applicabile.

Quindi all'amico Nicola non resta che seguire il mio suggerimento di raccontare la sua storia di ordinaria follia a qualche volonteroso parlamentare di sua fiducia, perchè possa porre la questione in Parlamento.
Altrimenti l'unica soluzione sarà il contenzioso giudiziario, dopo che avrà presentato un ricorso amministrativo che sicuramente sarà respinto dal Comitato provinciale dell'INPS.

Purtroppo in questo Paese sembra non esserci nessuno che voglia prendersi la briga di imporre all'INPS il rispetto delle leggi e delle sentenze, e mi riferisco in primo luogo alle Organizzazioni Sindacai ed ai loro Patronati, dato che i loro Uffici Legali non hanno mosso un dito in proposito.
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da Suarez » 14/02/2019, 10:24

A tutti gli amici interessati a questa pagina del Forum posso dare un motivo di consolazione.
Infatti, oggi ho ricevuto un contatto da parte di un parlamentare della Camera, di cui non faccio il nome per motivi di riservatezza, il quale mi informa di voler approfondire la questione e quindi, uso le testuali parole, "provvederà a depositare un emendamento al Decretone per modifiche all'ape sociale".
Questo ovviamente non significa che poi l'emendamento sarà sicuramente approvato dopo l'esame della Camera, ma almeno è confortante il fatto che qualcuno in Parlamento se ne stia interessando.
Per la cronaca, il Decretone è attualmente all'esame del Senato, e solo agli inizi di marzo passerà al vaglio della Camera.
Continuiamo comunque la campagna di "mailing", sempre che sia fatta con toni garbati e civili, perchè più parlamentari riusciamo a coinvolgere, meglio è.
Speriamo bene ... se sono rose, fioriranno.
Suarez
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da Suarez » 18/02/2019, 10:02

Cari amici del Forum,
i nostri parlamentari non finiscono di sorprenderci !!!
Come ho già scritto più volte, in questi giorni si sta svolgendo in Commissione Lavoro del Senato l'esame del Decretone, durante il quale i Senatori possono presentare le loro proposte di modifica, quindi da domani 19/02 l'esame passare all'aula del Senato.

Ebbene, il Sen. Tommaso Nannicini (per chi non lo sapesse, il Prof. Nannicini, docente di Economia alla Bocconi, nella passata Legislatura è stato il consulente economico dei Governi Renzi e Gentiloni per la stesura delle norme relative all'Ape Sociale) ha presentato la proposta G/1018/11/11, pubblicata oggi sul sito del Senato, ma che comunque riporto qui di seguito per comodità:

G/1018/11/11

NANNICINI

Il Senato,

premesso che:

l'Italia ha stipulato convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con diversi Stati esteri (Argentina, Repubblica di Capo Verde, Australia, Repubblica di Corea, Brasile, Repubblica di San Marino, Canada e Quebec, Santa Sede, Paesi dell'ex-Jugoslavia, Tunisia, Israele, Turchia, Isole del Canale e Isola di Man, U.S.A (Stati Uniti d'America), Messico, Uruguay, Principato di Monaco, Venezuela, Repubblica di Bosnia-Erzegovina, Repubblica del Kosovo, Repubblica di Macedonia, Repubblica di Montenegro, Repubblica di Serbia e Vojvodina);

le Convenzioni Internazionali in materia di sicurezza sociale sono state stipulate per assicurare, alla persona che si reca in uno Stato estero per svolgere un'attività lavorativa, gli stessi benefici previsti dalla legislazione del Paese estero nei confronti dei propri cittadini;

le Convenzioni bilaterali sono atti giuridici di diritto internazionale con i quali due Stati si impegnano ad applicare, nei rispettivi territori, un Regime di Sicurezza Sociale nei confronti dei cittadini migranti dell'altro Stato al fine di garantire la libera circolazione di manodopera;

le Convenzioni bilaterali si fondano su tre principi essenziali:

la parità di trattamento, in base alla quale ciascuno Stato è tenuto ad assicurare ai cittadini degli altri Stati membri lo stesso trattamento e gli stessi benefici riservati ai propri cittadini;

il mantenimento dei diritti e dei vantaggi acquisiti e la possibilità, quindi, di ottenere il pagamento delle prestazioni nel Paese di residenza anche se a carico di un altro Stato;

la totalizzazione dei periodi di assicurazione e contribuzione, grazie alla quale i periodi di lavoro svolto nei vari Stati si cumulano, se non sovrapposti; nel rispetto e nei limiti delle singole legislazioni nazionali, per consentire il perfezionamento dei requisiti richiesti per il diritto alle prestazioni;

in Italia la comunità albanese è una delle maggiori: dal punto di vista del mercato del lavoro, l'anno 2017 appare abbastanza dinamico. Infatti, per rapporti di lavoro attivati occupano il primo posto con 167.478 unità. La struttura della domanda dì lavoro per singola cittadinanza evidenzia una presenza articolata dei cittadini albanesi nei vari settori: tra gli extracomunitari sono 29,1 per cento in agricoltura, 43,4 per cento nei servizi e 16,0 per cento nelle costruzioni. La maggior parte dei rapporti di lavoro degli albanesi sono stati attivati nelle seguenti città: Milano, Roma, Firenze, Rimini e Genova;

i lavoratori albanesi molte volte scontano il fatto di aver avuto contributi versati per anni di lavoro in Albania e altri in Italia non consentendogli di arrivare alla pensione né nel paese di partenza né in quello di arrivo,

impegna il Governo:

ad attivare la Convenzione bilaterale in materia di sicurezza sociale con l'Albania e tutti gli atti legislativi necessari al fine di garantire ai lavoratori interessati il giusto riconoscimento del diritto alle prestazioni previdenziali e sociali.
__________________________________________________________________________________________________________________________

Ora, può anche essere apprezzabile lo zelo con cui il Sen. Nannicini vuole richiamare l'attenzione del Governo sulla necessità di estendere le norme relative agli accordi bilaterali sulla sicurezza sociale, già esistenti tra Italia e alcuni Paesi extracomunitari, anche all'Albania.
Sarebbe ancora più apprezzabile se lo stesso zelo fosse stato posto nel denunciare la violazione dei regolamenti UE da parte dell'INPS, che invece il precedente Governo a guida PD, di cui il Sen. Nannicini era consulente, ha totalmente ignorato.

Comunque, non rassegnamoci, denunciamo queste aberrazioni e facciamo sentire la nostra voce ancora più forte !!!
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da Suarez » 01/03/2019, 9:50

La presunta incompatibilità tra l'Ape Sociale e la titolarità di una pensione estera sta per estendersi, a quanto pare, anche alla neo-nata Quota 100.

Infatti, leggendo l'interrogazione parlamentare depositata nei giorni scorsi alla Camera dalla On. Nissoli Fitzgerald, sembra di capire che non ci siano ancora certezze per quanto riguarda il cumulo dei periodi contributivi esteri con quelli nazionali, per totalizzare i 38 anni richiesti per Quota 100.

Questa è la dichiarazione rilasciata alla stampa dall'On. Nissoli:
Quota 100 anche per chi ha versato parte dei contributi previdenziali all’estero? Questa è la domanda che si pongono molti italiani che, dopo aver lavorato per un periodo della loro vita all’estero, sono tornati a vivere in Italia.
Per dare una risposta certa a questa domanda, in un contesto sociale caratterizzato sempre più da una crescente mobilità internazionale, oltre che dalla classica emigrazione, oggi ho depositato una interrogazione al Ministro del Lavoro, Di Maio.
In particolare, dopo aver evidenziato che dal 2019 è possibile andare in pensione maturando i requisiti di 62 anni di età e 38 anni di contribuzione entro il 31 dicembre 2021, ho chiesto al Governo “se il Ministro interessato intende fornire delucidazioni circa la condizione previdenziale, rispetto a Quota 100, dei lavoratori che hanno versato una parte dei loro contributi all’estero”.
Auspico che il Ministro fornisca presto una risposta. * Deputata eletta nella circoscrizione estero America del Nord - Gruppo Forza Italia.

Alla luce di questa interrogazione, immagino che la stessa incertezza sussista anche per quanto riguarda chi è già titolare di una pensione estera, dato che chi ha contributi esteri percepirà prima o poi una pensione estera.
Se l'INPS dovesse applicare a Quota 100 le stesse modalità applicate all'Ape Sociale, per quel che riguarda la titolarità di una pensione estera, si potrà verificare l'assurdità secondo cui chi percepisce Quota 100 si vedrà revocare la pensione all'età di 65 anni, quando comincerà a percepire la pensione estera, e fino ai 67 anni (alla faccia di chi proclama che la Fornero è stata abolita).

Nel frattempo in Senato si è concluso l'esame del Decretone, senza che siano stati registrati interventi di modifica per l'Ape Sociale.
Nei prossimi giorni il Decretone passerà all'esame della Camera, dove almeno c'è qualcuno che ha promesso di voler mettere mano alle modifiche.

Certamente, se ai "beffati" dell'Ape Sociale che sono titolari di una pensione estera, dovessero aggiungersi anche i "beffati" di Quota 100 per lo stesso motivo, la questione potrebbe assumere effetti dirompenti.

Allora seguiamo con attenzione l'evolversi della situazione, perchè quel che verrà deciso nel merito per Quota 100 dovrà riflettersi forzatamente anche sull'Ape Sociale.
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da Suarez » 15/03/2019, 15:29

Un aggiornamento per chi è interessato a questa pagina del Forum.

Si sta svolgendo in questi giorni, in Commissione Lavoro della Camera, l'esame degli emendamenti di modifica al DL 4/2019 (il cosiddetto Decretone).
Tra gli emendamenti proposti c''è quello qui sotto riportato, presentato dai deputati del gruppo Liberi e Uguali, Luca Pastorino e Michela Rostan:

 "Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
  1-bis. In deroga a quanto previsto dalla Circolare INPS n. 100 del 16 giugno 2017, paragrafi 2.1 e 3, sono da considerarsi beneficiari delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 179 a 186, della legge n. 232 dell'11 dicembre 2016, anche i titolari di un trattamento pensionistico diretto conseguito all'estero a condizione che lo stesso non risulti superiore alla soglia prevista per la Pensione di cittadinanza, di cui all'articolo 1, comma 2 del presente decreto.
18. 11. Pastorino, Rostan."

Nella giornata di lunedì 11/03, questo emendamento è stato giudicato inammissibile dal Presidente della Commissione Lavoro, Andrea Giaccone (Lega), e quindi respinto con la motivazione che "prevede che possono usufruire dell'APE sociale anche i titolari di una pensione diretta conseguita all'estero, a condizione che la stessa non risulti superiore alla soglia della pensione di cittadinanza."

Ma nella giornata di ieri 14/03, il Presidente della Camera, Roberto Fico, ha inviato una lettera al Presidente della Commissione Lavoro, chiedendo di riammettere il suddetto'emendamento n. 18.11 Pastorino, Rostan, perché possa essere oggetto di discussione da parte dei gruppi parlamentari.

Questo ovviamente non garantisce che l'emendamento sarà approvato dai gruppi parlamentari, ma almeno dimostra la sensibilità del Presidente Roberto Fico verso il palese "vizio di legittimità" da cui è inficiata la Circolare INPS n. 100/2017, al paragrafo 2.1 e paragrafo 3.
Il prossimo lunedì 18/03 inizierà l'esame del DL 4/2019 nell'aula della Camera, quindi quale migliore occasione per caldeggiare un sostegno all'emendamento 18.11 da parte del Presidente Fico? (sul sito della Camera esiste la sezione "Scrivi al Presidente")

In bocca al lupo !!!
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da rangio » 16/03/2019, 9:29

Buongiorno. Scusate ancora se pongo nuovi quesiti, ma dopo aver letto questo topic, mi prende l' ansia.
Dallo scorso anno percepisco io l' APE Social e Mia Moglie una piccolissima pensione rumena di 147 euro circa. Non ho chiesto, lo scorso anno, nessuna detrazione per Coniuge a carico, intendevo farlo per l' anno in corso. Potrei avere problemi ?
Grazie.
vinbast
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da vinbast » 16/03/2019, 10:05

rangio ha scritto:
16/03/2019, 9:29
Buongiorno. Scusate ancora se pongo nuovi quesiti, ma dopo aver letto questo topic, mi prende l' ansia.
Dallo scorso anno percepisco io l' APE Social e Mia Moglie una piccolissima pensione rumena di 147 euro circa. Non ho chiesto, lo scorso anno, nessuna detrazione per Coniuge a carico, intendevo farlo per l' anno in corso. Potrei avere problemi ?
Grazie.
Le detrazioni fiscali spettano se il coniuge ha un reddito lordo inferiore ad euro 2.840,51 annui.
Nel caso specifico, se il coniuge non ha altri redditi o beni immobili imponibili ai fini irpef, la detrazione spetta sicuramente.
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da rangio » 16/03/2019, 16:07

vinbast ha scritto:
16/03/2019, 10:05
rangio ha scritto:
16/03/2019, 9:29
Buongiorno. Scusate ancora se pongo nuovi quesiti, ma dopo aver letto questo topic, mi prende l' ansia.
Dallo scorso anno percepisco io l' APE Social e Mia Moglie una piccolissima pensione rumena di 147 euro circa. Non ho chiesto, lo scorso anno, nessuna detrazione per Coniuge a carico, intendevo farlo per l' anno in corso. Potrei avere problemi ?
Grazie.
Le detrazioni fiscali spettano se il coniuge ha un reddito lordo inferiore ad euro 2.840,51 annui.
Nel caso specifico, se il coniuge non ha altri redditi o beni immobili imponibili ai fini irpef, la detrazione spetta sicuramente.
Quindi, non c'è cumulo ? Abbiamo separazione beni e casa di proprietà intestata a Moglie. Unica casa.
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da vinbast » 16/03/2019, 17:27

rangio ha scritto:
16/03/2019, 16:07
vinbast ha scritto:
16/03/2019, 10:05
rangio ha scritto:
16/03/2019, 9:29
Buongiorno. Scusate ancora se pongo nuovi quesiti, ma dopo aver letto questo topic, mi prende l' ansia.
Dallo scorso anno percepisco io l' APE Social e Mia Moglie una piccolissima pensione rumena di 147 euro circa. Non ho chiesto, lo scorso anno, nessuna detrazione per Coniuge a carico, intendevo farlo per l' anno in corso. Potrei avere problemi ?
Grazie.
Le detrazioni fiscali spettano se il coniuge ha un reddito lordo inferiore ad euro 2.840,51 annui.
Nel caso specifico, se il coniuge non ha altri redditi o beni immobili imponibili ai fini irpef, la detrazione spetta sicuramente.
Quindi, non c'è cumulo ? Abbiamo separazione beni e casa di proprietà intestata a Moglie. Unica casa.
Per considerare fiscalmente a carico il coniuge è necessario che lo stesso rispetti i limiti individuali di reddito annuo ed anche l'abitazione deve essere sommata nel reddito lordo complessivo. Di seguito un link per avere ulteriori chiarimenti al riguardo: https://www.guidafisco.it/730-detrazion ... arico-1001
Suarez
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da Suarez » 17/03/2019, 8:17

Riporto in evidenza l'aggiornamento già postato il 15/03.

Si sta svolgendo in questi giorni, in Commissione Lavoro della Camera, l'esame degli emendamenti di modifica al DL 4/2019 (il cosiddetto Decretone).
Tra gli emendamenti proposti c''è quello qui sotto riportato, presentato dai deputati del gruppo Liberi e Uguali, Luca Pastorino e Michela Rostan:

 "Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:  
1-bis. In deroga a quanto previsto dalla Circolare INPS n. 100 del 16 giugno 2017, paragrafi 2.1 e 3, sono da considerarsi beneficiari delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 179 a 186, della legge n. 232 dell'11 dicembre 2016, anche i titolari di un trattamento pensionistico diretto conseguito all'estero a condizione che lo stesso non risulti superiore alla soglia prevista per la Pensione di cittadinanza, di cui all'articolo 1, comma 2 del presente decreto.
18. 11. Pastorino, Rostan."

Nella giornata di lunedì 11/03, questo emendamento è stato giudicato inammissibile dal Presidente della Commissione Lavoro, Andrea Giaccone (Lega), e quindi respinto con la motivazione che "prevede che possono usufruire dell'APE sociale anche i titolari di una pensione diretta conseguita all'estero, a condizione che la stessa non risulti superiore alla soglia della pensione di cittadinanza."

Ma nella giornata di ieri 14/03, il Presidente della Camera, Roberto Fico, ha inviato una lettera al Presidente della Commissione Lavoro, chiedendo di riammettere il suddetto'emendamento n. 18.11 Pastorino, Rostan, perché possa essere oggetto di discussione da parte dei gruppi parlamentari.

Questo ovviamente non garantisce che l'emendamento sarà approvato dai gruppi parlamentari, ma almeno dimostra la sensibilità del Presidente Roberto Fico verso il palese "vizio di legittimità" da cui è inficiata la Circolare INPS n. 100/2017, al paragrafo 2.1 e paragrafo 3.

Il prossimo lunedì 18/03 inizierà l'esame del DL 4/2019 nell'aula della Camera, quindi quale migliore occasione per caldeggiare un sostegno all'emendamento 18.11 da parte del Presidente Fico? (sul sito della Camera esiste la sezione "Scrivi al Presidente")

In bocca al lupo !!!
Suarez
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Re: Ape Sociale e Pensione estera

Messaggio da Suarez » 22/03/2019, 12:17

Ultimo aggiornamento sull'argomento in Titolo.

Ormai tutti sanno che il Governo ha posto la fiducia al DL 4/2019, che quindi è stato blindato senza emendamenti e passa ora di nuovo al Senato dove subirà la stessa sorte.

Per chi vuole insistere con i nostri parlamentari, forse non tutti sanno che esiste una "Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale" (cioè l'INPS), che è composta da 18 membri, tra deputati e senatori, i cui nominativi sono reperibili sui siti di Camera e Senato.
Chissà che non si riesca a dare a qualcuno di questi "fannulloni" l'occasione per guadagnarsi il loro stipendio (pagato da noi !!!).

Altrimenti, per chi già non vuole mettersi alla ricerca di un buon Avvocato per attivare il contenzioso legale contro l'INPS, si può ancora tentare di smuovere le coscienze di qualche sindacalista, rivolgendosi agli Uffici Legali dei Patronati più importanti, come INCA-CGIL o INAS-CISL (normalmente esiste un ufficio dedicato a trattare le vertenze legali in ogni sede provinciale dei suddetti Patronati).

Purtroppo sembra di vivere in un Paese dove i diritti dei Cittadini sono solo una suggestione !!!
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