Ape Social: l’INPS ha iniziato a comunicare la sussistenza dei requisiti

L’INPS, dai primi di Settembre, ha iniziato a comunicare ad una prima parte dei 66.000 richiedenti Ape Social, il possesso dei requisiti previsti dalla Legge. La comunicazione sta arrivando direttamente online, all’interno del cassetto postale online.

Al momento, pare che la comunicazione del possesso dei requisiti, stia arrivando solamente in modalità telematica (come per la fase di domanda).

La dicitura da rilevare, per essere ammessi (ma non ancora beneficiari) della prestazione APE sarà: “sì diritto se rientra tra gli ammessi

Questo tipo di comunicazione è solamente per certificare il possesso dei requisiti, per l’effettiva approvazione della prestazione pensionistica anticipata bisognerà attendere la scadenza del 15 Ottobre 2017, data entro la quale l’INPS comunicherà l’accettazione o meno della richiesta di Ape Sociale.

Accedi al tuo cassetto postale online dal sito INPS: clicca qui

Ciao! Mi chiamo Raffaele e dal 2003 mi occupo di economia, finanza e diritto. Sono dottore in Economia con specializzazione in gestione dei servizi bancari e finanziari. Fin dai primi anni dell’avvento della banda larga in Italia e la conseguente nascita di numerosissimi blog, mi sono sempre occupato di Content management per blog e portali web. Scrivo anche per GordonGekko.it, blog di finanza adatto anche ai meno esperti.

28 risposte a “Ape Social: l’INPS ha iniziato a comunicare la sussistenza dei requisiti”

  1. Una presa in giro,vengono fatte differenze sulle categorie …chi si è chi no …buffoni ,,,avere 63 anni e 30 di contributi significa aver lavorato ,anzi direi che coloro che sono autonomi ne hanno più diritto ,,,perché?hanno lottato senza assistenza di nulla senza stipendio sicuro senza copertura di malattie e giornate pagate , e quando per malattie non lavora vi. Niente soldi ….che vergogna le differenze ..dietro pezzi di carta,,uccidete persone

  2. Buon giorno ho 64 anni e 8 mesi di età, 41 ANNI DI CONTRIBUTI , ho finito gli ammortizzatori sociali, mi hanno respinto l’ape sociale perchè l’ultimo lavoro era con un contratto a tempo determinato finito normalmente . NON HO IL REQUISITO DEL LICENZIAMENTO!
    Non voglio commentare.

  3. inps mi ha respinto il ricorso perche dice che non mi spetta in quanto dopo aver terminato mobilità ho fatto un contratto indeterminato di due mesi e quindi non mi spetta ma scherziamo i requisiti erano chiari si parli di chi è stato licenziato e non percepisce piu sussidi o altro io non lavoro piu dal 2009 ed ho 65 anni

  4. Chiedo informazione a qualche esperto. Ho fatto domanda ape social entro i termini previsti. Licenziato il 28/02/2014, ho percepito aspi dal 06/03/2014 fino al 05/02/2015, solo da pochi giorni mi sono accorto che mi hanno retribuito 11 mesi invece di 12. Ho richiesto a inps una revisione e richiesto il pagamento di questo mese mancante, adesso mi sorge il dubbio, potrei avere problemi a vedermi accettata la domanda ape social. Grazie di una risposta

    1. All’11/mo mese l’aspi o Naspi (dal 2015) viene bloccata e tu avresti dovuto essere stato avvisato tramite posta. Ti chiedevano di dichiarare recandoti allo sportello inps che ancora in tale data non eri occupato.A quel punto ti avrebbero corrisposto l’ultimo mese.Non hai finito di percepire l’indennità, Evidentemente ciò ha pregiudicato l’esito della certificazione Ape.

      1. Ma nessuna lettera mi e arrivata pensi che non lavorando avrei lasciato il mese restante a loro x 2 anni. Adesso posso fare qualcosa xche e colpa loro

  5. Ho 64 anni e sette mesi sono invalido al 80% ho fatto domanda per ape social non ho un lavoro perchè sono invalido aspetto la risposta, spero non ci siano problemi altrimenti cerco una cintura esplosiva e mi faccio saltare in una sede inps

    1. Se sei invalido nel caso in cui tu percepisca la relativa indennità, questultima non è compatibile con ape social. infatti nelle istruzioni era indicato che non si deve essere titolari di pensione diretta.

  6. HO FATTO DOMANDA PER APE SOCIAL E REQUISITI IL18 GIUGNO NON HO RICEVUTO NESSUNA RISPOSTA LE PRATICHE SONO IN LAVORAZIONE MA LA GRADUATORIA DEL 15 OTTOBRE E’ IN FASE DI LAVORAZIONE SE IO NON RICEVO RISPOSTA PRIMA DEL 15 OTTOBRE NON VENGO INSERITA IN GRADUATORIA CHE FACCIO?

    1. Prova a ricontrollare nel sito inps. Anch’io non avevo riscontro fino al 10 ottobre. ora risulta verificato . Per la graduatoria Ape social pare che per il 15 non sarà ancora pronta

      1. INFATTI IL 12 OTTOBRE L’INPS MI SCRIVE “DOMANDA ACCETTATA L’ISTITUTO STA PROCEDNDO CON L’EROGAZIONE DELLA PRESTAZIONE RICHIESTA” COSA VUOL DIRE OLTRE CHE HO I REQUISITI?

        1. Si hai i requisiti e stando alle ultime notizie di ieri,chi ha ottenuto la certificazione è sicuramente ammesso poiché le risorse sono superiori alle domande,quindi considerati già in pensione

          1. A me hanno scritto: “La sua domanda è stata accolta. L’istituto sta procedendo con l’erogazione della prestazione richiesta”.

            Alla voce esito c’è la dicitura “verifica del diritto a pensione se rientra tra gli ammessi”. Il tutto in data 06/10/2017

    2. Io guardavo sul portale tre volte al giorno, il 18 giugno non si poteva nemmeno compilare la domanda cosa che stato possibile solo nel tardo pomeriggio del 19 poichè la mattina non era attivo nemmeno al patronato. Come fai ad aver inviato la domanda il giorno che dici?!

  7. Un mio parente sul suo profilo INPS ha trovato la dicitura “NO DIRITTO” per cui ha fatto una istanza di riesame.

    Ecco cosa ha scritto.
    Io sottoscritto… chiedo

    di riesaminare e di procedere all’annullamento totale dell’atto datato 07/09/2017 e consegnatomi a mano il 14/09/2017, in quanto impugno la reiezione della mia domanda:

     sia per la notifica ricevuta in data 07/09/2017 e notificata il 14/09/2017 con consegna diretta nelle mie mani da codesto Ente, ritenendola “nulla”, perché contiene indicazioni generiche, priva di motivazioni, che non consentono al sottoscritto di difendersi in modo adeguato, per cui chiedo che mi sia comunicata ufficialmente per iscritto l’esatta motivazione della reiezione della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale;

     sia, in subordine, per la reiezione della domanda di verifica del requisito contributivo per l’APE Social n. 2046747600075 del 20/06/2017 e delle condizioni di accesso all’APE social in quanto risulta illegittima per questi motivi:

    1) La motivazione specifica della reiezione della domanda, riferitami impropriamente solo in forma verbale, quindi ufficiosa, è stata “che io sottoscritto ho lavorato, su chiamata della MANPOWER – società di fornitura di lavoro temporaneo, parzialmente e a tempo determinato dopo il licenziamento e dopo la fruizione dell’indennità di disoccupazione”.

    Al riguardo e nel merito si contesta la vostra decisione in quanto:

    a) L’interpretazione dell’Istituto di Previdenza è considerata come restrittiva rispetto al dettato normativo, che non fa riferimento all’esistenza di contribuzione successiva al termine della prestazione di sostegno al reddito, ma solo alla necessità che sussistano lo stato di disoccupazione e che sia terminato il sussidio da almeno tre mesi (art. 2 del DCPM n. 88 del 23/05/2017, ribadito anche dalla stessa circolare n. 100 del 16/06/2017 di codesto Ente INPS).
    b) Tuttavia in subordine ed inoltre a quanto asserito sopra (lettera a.) ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs 150/2015 lo stato di disoccupato è sospeso in caso di rapporto di lavoro subordinato di durata fino a 6 mesi.
    Il Ministero del Lavoro attraverso la Circolare 34 del 2015 ricorda, inoltre, richiamando gli artt. 9 e 10 del D. Lgs. 22/2015, che la condizione di “non occupazione” è riferita anche a coloro che, pur svolgendo un’attività lavorativa, ne ricavino un reddito annuo inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale, che per il lavoro subordinato o parasubordinato è di 8.000 euro.
    Queste condizioni sono, quindi, compatibili con lo stato di disoccupazione e consentono di mantenerlo.
    Al riguardo, occorre precisare che, per stabilire se è avvenuto o meno il superamento della soglia descritta, bisogna considerare solo il reddito annuo relativo all’attività lavorativa effettivamente prestata.

    c) Inoltre a mio modesto avviso, le due condizioni devono intendersi esserci al 1° maggio 2017, infatti, se si legge l’art. 8 del su citato DPCM, risulterebbe “illogico” prevedere prima che non venga svolto alcun lavoro dopo il licenziamento e l’indennità di disoccupazione, e poi stabilire con la stessa norma che una volta che si riscuote l’APE Social si possa lavorare, usufruendo e sommando per tale lavoro un altro reddito annuo inferiore a 8000 euro.
    ——-
    Poi ha scritto la seguente lettera ai politici e loro esperti:
    Oggetto: Fornero, Poletti, Boeri, Gentiloni, Renzi, Padoan e i loro tecnici di turno diventati l’incubo per un disoccupato di 64 anni, con diritti acquisiti stracciati in nome della troika per salvare l’Italia.

    Sono un disoccupato di 64 anni e 6 mesi, con una anzianità contributiva di 39 anni, sfigato perché nato nel 53 e sfortunato di incrociare sul mio cammino la Fornero piangente, che ha deciso di farmi pagare tutta la crisi d’Italia (non me la prendo con lei, poverina, è dietro una cattedra, ma con i volponi che l’hanno usata).
    Mia moglie lavora con 800 euro di stipendio, in affitto e con l’aiuto di un figlio da noi lontano riusciamo a sopravvivere.
    Me ne sono fatta una ragione!
    Ecco che arriva Renzi, inventa l’APE social; se hanno trovato un nome è fatta, mi son detto.
    Ho seguito tutto il tormentoso iter, appena sentivo APE da un politico lo votavo a prescindere, sulla parola; si è vero sono pragmatico, terra terra, ideali di sinistra, come quelli al Governo, non tradiranno mi son detto.
    C’è il passamano Gentiloni, Poletti sempre, sarà la volta buona, faccio i conti del gruzzoletto che mi daranno, in fondo è la mia pensione.
    Esce il DPCM, ho tutte le condizioni, sono dentro, è fatta, faccio la domanda per vedere cosa ne pensa l’INPS, Boeri.
    A settembre sul sito INPS nel mio profilo c’è scritto: “NO DIRITTO”.
    Cosa minchia mi manca.
    L’art. 2 del DPCM n. 88 del 23/05/2017 e la circ. esplicativa 100 del 16/06/2017 dell’INPS mette 5 paletti o condizioni che il sottoscritto possiede, infatti:
    1) Ho come età più di 63 anni;
    2) Ho 39 anni di anzianità contributiva (quindi più di 30 anni);
    3) sono disoccupato per licenziamento;
    4) da più di 3 mesi (3 anni) ho concluso il godimento delle prestazione previste per la disoccupazione;
    5) Ho cessato l’attività lavorativa.

    E no! Caro disoccupato, come solitamente dice un avvocato, il veleno è nella coda.
    Vado alla sede INPS e mi dicono che la condizione 5) va intesa restrittivamente, per cui se ho fatto qualche lavoretto, in una Società di somministrazione di lavoro a tempo determinato, parziale… 2 o 3 mesi, sempre molto sotto gli 8000 euro annui, dopo la disoccupazione e la NASPI, la prendo a quel posto, come sempre.
    Mi danno la notifica scritta a mano, in cui si sentenzia che non ho le condizioni previste (complimenti Boeri, la notifica preparata da un tuo burocrate, in cui non si scrive quale condizione specifica manca, secondo le norme vigenti è da considerare “nulla”).
    Quindi tutti gli esperti che ci hanno lavorato, tutti i politici, i ministri hanno previsto che uno doveva solo elemosinare per non morire, non lavorare assolutamente dopo la NASPI, poi invece nella norma è previsto che quando si prenderà l’APE social va bene se uno trova qualche lavoretto, che non superi gli 8000 euro.
    Ah è chiaro, si doveva partorire una norma in qualche punto “illogica”, altrimenti che tecnici e politici sono.
    Ora mi rivolgo a voi, per favore o per giustizia parziale, emettete una piccola circolare, che interpreti la norma in modo non restrittiva e ridate solo una piccola parte dei diritti acquisiti, stracciati dalla Fornero, a questo disgraziato disoccupato di 64 anni, che sarebbe già in pensione da 3 anni, se non fosse esistita la Fornero.
    Per ora sono già tre anni (3 anni) di pensione mancata, che corrispondono ad un importo mancato di circa € 45.000,00; avrei voluto vedere la reazione di un politico, parlamentare se gli fossero stati decurtati (non tolti) 45,000,00 del suo vitalizio, come avrebbe reagito.
    Vergogna!
    So che non mi risponderete, siete indaffarati in altri problemi superiori, anzi direte che il problema è un altro, come sempre, ed io continuerò a non più appoggiarvi, a disprezzarvi per il futuro e a non accettare più, nella mia condizione, i cazzuti e desolanti “pensierini della sera” di Renzi, che arrivano, mi dicono, come supposte nelle email.
    Vi allego qualche mio documento (notifica, domanda di riesame che sarà distrattamente cestinata da Boeri e compagni…), nel caso in cui tra di voi ci sia qualcuno di coscienza.
    Avvilito e deluso
    ….

      1. la legge è generica, si può interpretare restrittivamente come ha fatto Boeri da furbo, che nel senso opposto, nel senso che la norma dice solo che il richiedente deve essere disoccupato e aver finito la Naspi da 3 mesi.
        Il Patronato stava accettando la linea Boeri, magari d’accordo con il Governo, solo che gli sono venute addosso migliaia di contestazioni, così si sta adoperando per interpretare più oggettivamente la linea prevista dalla volontà del Legislatore, ossia quella che bisogna favorire con l’APE social i disoccupati senza ammortizzatori sociali…

  8. E’ una vergogna ho presentato la domanda per l’ape social con tutti i requisiti 63 anni 33 anni di contributi e’ disocc. da 3 anni, l’inps mi manda la lettera dicendo che’ l’assunzione era a tempo determinato ma cosa cambia, basta pensare che’ oggi le assunzioni vengono fatte quasi tutte a tempo determinato. per l’ape social non specificava la clausola contratto a tempo determinato, comunque non finisce qui, massa di balordi….M….

  9. buona sera, una mia domanda ma i patronati dove il 90% si è rivolta per presentare domanda ape social, non sapevano interpretare il decreto?

  10. non sara una presa in giro o fatto domanda ,dal 20013 sono disoccupato senza prendere una lira ,peggio di cosi e ti dicono se sei a tempo determinato se ai 3 mesi con aspi ma se uno e disoccupato ,e poi ai una certa eta non ai i soldi neanche per mangiare ,,l importante che la carne grassa la mangiate chi fa queste leggi ,ma date l ape a chi e disoccupato da tanti anni e non puo trovare lavoro non state a prendere in giro la gente …. e poi ti dicono ci dispiace pensa quando dispiace quelli che ricevono la risposta non mettetelo proprio fate piu bella figure vittorio .

    1. ma qualcuno da qualche parte d’italia ha ricevuto l’assegno per l’ape social,arrivano lettere di conferma ma di pagare non se ne parla, se qualcuno sa qualcosa ci informi grazie

  11. Domanda respinta in quanto alla data della richiesta il familiare malato non conviveva da almeno sei mesi. Chiaramente la motivazione è illogica in quanto i sei mesi dovrebbero decorrere retroattivamente dalla data del pensionamento e non dalla presentazione della domanda.Ovviamente ci hanno voluto fregare ulteriori sei mesi.

  12. Salve. Ho maturato 35 anni di contributi versati, usufruito di Naspi fino a Ottobre 2017 e compirò 63 anni il prossimo 10/12/2018.
    Ho prodotto all’Inps entro la scadenza la richiesta di Ape Sociale ma oggi mi è arrivata una lettera dell’INPS con cui mi si comunica “che non è possibile accogliere la domanda in oggetto” in quanto non “matura il diritto per avere l’anticipo pensionistico con decorrenza nel corrente anno.”
    Qualcuno saprebbe darmi una spiegazione ? Grazie.

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